Hotel Villa Santa Teresa, Dogliani: una stanza dell'albergo
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Hotel Villa Santa Teresa
via Torino 56
12062 Dogliani (Cuneo)
Tel.+39 0173 720811.

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Dogliani (Cuneo) capitale della Langa


Centro di origine pre-romana, Dogliani ha visto delineare la struttura attuale del suo abitato in epoca medioevale, ma è durante la seconda metà dell'Ottocento che assume un volto nuovo grazie ai progetti di un Doglianese illustre, G.B. Schellino.

Dogliani sorge nel centro delle Langhe sud-occidentali presso il torrente Rea. La zona fu certamente insediata in epoca pre-romana: sia dalla toponomastica, sia da recenti ritrovamenti, esiste infatti prova dell'occupazione dei Liguri e di popolazioni celtiche.

Tra il I e il II secolo d.C. Dogliani è stata un fondo romano. I reperti di questo periodo sono numerosi soprattutto nei pressi di San Quirico, dove è stata accertata anche la presenza di una necropoli.

Durante il Basso Impero (periodo della decadenza dell'Impero Romano, dalla fine del secolo III d.C. al 476) il centro abitato si spostò verso la Pieve. In seguito continuò a spostarsi, arroccandosi intorno alla zona fortificata, il castrum, per difendersi dai saccheggi e dalle scorribande degli Ungari e dei Saraceni (X secolo).

Nell'Alto Medioevo (secoli V-X) fece parte del distretto comitale di Alba, per poi passare agli Aleramici del Vasto ed ai marchesi di Busca.

Nel XII secolo, con le Convenzioni Dogliani ottenne le prime autonomie comunali. In questo periodo, fino alla metà del Quattrocento circa, la cittadina fu teatro di lotte intestine che videro protagonisti le casate Monferrato, Saluzzo, Acaia e Visconti.

Nel Cinquecento Dogliani venne occupata prima dai Francesi e poi dagli Spagnoli a causa della guerra tra Francesco I e Carlo V per assicurarsi il predominio in Europa.

Con il trattato di Lione del 1601 Dogliani, con altre cittadine, passò ai Savoia che a loro volta la diedero in feudo ai Solaro di Moretta e ai Solaro del Borgo.

Con la parentesi napoleonica i cosiddetti "liberatori" non fecero che sostituirsi agli sfruttatori precedenti e la cittadina altro non potè fare che sottostare alle leggi francesi (forse memore degli incendi che arsero Marsaglia, Castellino e Belvedere Langhe).

Perchè Dogliani torni a splendere è necessario attendere l'Ottocento. A testimoniare questa fioritura sono le opere architettoniche di G.B. Schellino (1818 - 1860), artefice del famoso cimitero neogotico.

Fra le numerose opere in Dogliani da non dimenticare è anche la Porta Soprana con arco ogivale del XV secolo e la chiesa dei Santi Quirico e Paolo, ricostruzione ottocentesca sorta sull'antica Parrocchiale del XII secolo.

La Dogliani contemporanea unisce al piccolo artigianato un'economia prevalentemente agricola: la zona collinare ha favorito la coltivazione a vigneto, rendendo il paese rinomato per la produzione del famoso vino Dolcetto di Dogliani.

Centro di origine preromana, con buona probabilità abitato da popolazioni di ceppo ligure, Dogliani ha conosciuto nel periodo compreso tra il 200 e il 100 a.C. la sistematica penetrazione romana. Della romanizzazione nella zona sono rimasti importanti reperti, conservati nel locale museo storico-archeologico G. Gabetti.

E' nel Medioevo che si comincia però a delineare la struttura attuale del paese: il Castello sulla collina e il Borgo cintato da mura nella parte inferiore, lungo il torrente Rea.

Ancora oggi si può facilmente riconoscere il nucleo medioevale, delimitato dalle due porte d'accesso alla città, Porta Soprana e Porta Sottana a Dogliani Borgo, e caratterizzato dal tipico assetto di "ricetto"dell'abitato di Dogliani Castello, con il passaggio coperto di Porta Gabetti, il Torrione e la riminiscenza del castello, individuabile nella casa dei Perno di Caldera.

Dogliani fu probabilmente sotto il dominio aleramico, passò quindi ai marchesi di Busca, per finire nei possessi dei marchesi di Saluzzo e, attorno ai primi anni del Seicento, ai Savoia.

Nell'Ottocento Dogliani vede mutare la propria fisionomia, diventando un paese dall'impronta architettonica molto riconoscibile, quella di G.B. Schellino, nato nel 1818 nella bella casa padronale di borgata Spina. L'opera dell'eclettico architetto caratterizzò profondamente l'assetto urbanistico della Dogliani dell'epoca. I suoi numerosi progetti diedero un volto nuovo al paese che, è bene ricordare, nel diciannovesimo secolo aveva una dignità cittadina ed una vivacità della vita culturale, sociale ed economica tale da competere con altri centri di eguale o maggiore dimensione della provincia di Cuneo.

La Dogliani di oggi è quella della grandiosa Parrocchiale dei Santi Quirico e Paolo, dell'anomala Torre dei Cessi, dell'Ospedale civico, della raccolta piazzetta Don Delpodio interamente in pietra di Langa, delle vie lastricate del centro storico, dell'antica ala mercatale, della chiesa dei Battuti, della Torre civica dell'orologio, del campanile della chiesa di San Lorenzo in Castello, della costruzione della Sacra Famiglia, dell'entrata monumentale del Cimitero e del santuario della Madonna delle Grazie con i suoi piloni del rosario.


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