Una "visita guidata" alla
scoperta degli angoli più caratteristici di Dogliani, la cui
personalità architettonica in Langa è unica nel suo
genere.
Proviamo a immaginare una visita della città.
Entriamo nel fitto intrico di vie di Dogliani Borgo dall'intatta
distribuzione medioevale, passando sotto una
delle due porte d'accesso ad arco trecentesche
lungo le antiche mura, Porta Sottana. Percorriamo
le strette vie lastricate che conducono all'intima piazza
Carlo Alberto, cuore del vecchio centro storico
e proseguiamo fino alla Porta Soprana, anch'essa
di origine medioevale.
Da questa parte del borgo sono ben visibili la Chiesa della Confraternita
o dei Battuti, pregevole opera baroccca dell'architetto
monregalese Francesco Gallo, datata 1721, e la
rocca su cui sorge Dogliani alta, il rione Castello, raggiungibile
attraverso la rampa che conduce al passaggio medioevale coperto
di Porta Gabetti o, per chi ha meno fiato e più voglia di
ammirare il panorama, attraverso la bella passeggiata sotto il
castello. In questo caso giungeremo sul Belvedere proprio in corrispondenza
della Torre civica dell'orologio, già dei marchesi
Lancia, restaurata nel 1862 da G.B. Schellino, e del Torrione medioevale
del castello dei Perno di Caldera.
Torre civica dell'orologio e Ritiro della Sacra FamigliaAl di
là della Torre civica, affacciato sull'altro versante del
Belvedere, troviamo il Ritiro della Sacra Famiglia (1883), altra
opera dello Schellino dal bizzarro ed inconfondibile stile, che
ricorda un po' un altro estroso (e certamente più celebre)
architetto, Gaudì di Barcellona.
Proprio qui, a borgo Castello, si tiene ogni anno la suggestiva
rievocazione del Presepe, complice il fascino
del quartiere. Addentrandoci tra le sue vie incontriamo la Parrocchiale
di Dogliani Castello in stile neoclassico intitolata a San Lorenzo
e ricostruita da Alimondi e Schellino dove sorgeva l'antica Chiesa
romanica.
Sotto, i colori del Borgo: la distesa rossa di
tetti, i loggiati ad arco, la bella e raccolta
piazzetta Don Delpodio (con la torretta che anticamente
introduceva al casino del paese) e il cupolone
azzurro della Parrocchiale di Dogliani Borgo dei Santi Quirico
e Paolo, che inaugura il percorso ottocentesco.
Seguiamolo, sulle tracce
della lucida follia schelliniana: dalle linee
neoclassiche della Chiesa dei Santi Quirico e
Paolo, alla neoromanica Torre dei cessi, dalla
mole rossa dell'Ospedale ai merli della Torre comunale,
dal bianco Pantheon della Chiesa dell'Immacolata
alle profonde occhiaie del Ritiro della Sacra Famiglia, inquietante
palazzina da romanzo inglese.
Poi il neogotico, a poche centinaia di metri fuori dell'abitato:
le idee romantiche d'oltralpe che animano le
gulglie e le cuspidi dell'opera più commovente e drammatica
della fantasia dello Schellino, il monumentale ingresso al Cimitero
(1867), rosso e intagliato nel cotto come nella
roccia viva (in quegli anni Dogliani era nota per le sue fornaci).
A circa tre chilometri dal paese, sulla
strada provinciale per Murazzano, sorge il Santuario
della Madonna delle Grazie [Nuova finestra]: anticamente era un
oratorio, ristrutturato nel 1817 quale ex-voto della cittadinanza
e nella seconda metà del
secolo vennero aggiunti per opera dello Schellino i campanili in
facciata e i quattordici piloni della Via Crucis (essendo quindicesimo
il Santuario stesso). L'episodio ritmato dei piloni, tutti diversi
per stile e soggetti, ci accompagna infine fuori dal paese, fra
i vigneti.
Da visitare:
Il Borgo, nella conca naturale del torrente Rea, è la parte
moderna dell'abitato.
Nella Parrocchiale ottocentesca (1859-70), costruzione
neoclassica a croce greca progettata dall'architetto
doglianese G.B. Schellino e dedicata ai Santi Quirico e Paolo,
di particolare interesse artistico sono la Via Crucis di Gaetano
Previati e due armadi intagliati del 1600 conservati nella sacrestia.
Molto suggestiva è la
porticata Via Corte, una delle strade principali
e più commerciali
del centro storico. Molto elegante è la Chiesa della Confraternita
dei Battuti (1721), costruzione barocca eretta
su progetto dell'architetto monregalese F. Gallo.
In alto, su una collina di 335 metri sul livello del mare, la
parte pittoresca del rione Castello conserva i resti delle antiche
mura, il torrione di origine medioevale, il castello dei Perno
e una struttura a "ricetto" medioevale che si snoda in
un dedalo di viuzze. Nella Parrocchiale di San Lorenzo (fine 1800),
ricostruita sul perimetro dell'antica Parrocchiale romanica di
cui restano visibili l'abside e l'elegante bassorilievo del XII
secolo, in arenaria, nella lunetta del portale d'ingresso sinistro, è conservata
una reliquia di San Celso, il patrono di Dogliani. Il punto panoramico
migliore in questa parte del paese è la Piazza Belvedere,
dove, ai lati di un ippocastano centenario, si staglia la mole
imponente della Torre civica e del castello.
Fuori del concentrico meritano una visita:
* La Chiesa di San Quirico, sulla Provinciale per Bossolasco,
un Santuario dedicato alla Madonna, restaurato su progetto dello
Schellino nel 1852, sul perimetro dell'antica Parrocchiale del
XII secolo.
* La Pieve (anno 1000), sulla Provinciale per Torino, la più antica
Chiesa della cittadina. Quella attualmente visibile è la ricostruzione
del XVIII secolo, su fondazioni del X secolo.
* La casa e la Cappella di San Giacomo (XVIII secolo), residenza della famiglia
Einaudi.
* La Cappella di San Fereolo, in frazione Valdibà.
* L'ingresso monumentale al Cimitero (1867), sulla Statale per Murazzano, in
stile neo-gotico, opera di G.B. Schellino.
* I Piloni del Rosario (1872), opera dell'eclettico Schellino, sulla Statale
per Murazzano.
* Il Santuario della Madonna delle Grazie, sulla Statale per Murazzano, grazioso
tempio eretto nel 1800 su una precedente cappella e ampliato dallo Schellino
nel 1874.